Meno soldi in busta paga e meno garanzie, i lavoratori Navita pronti allo sciopero PDF Stampa E-mail
Gioia del Colle - Attualità  /  Scritto da Redazione - Mercoledì 22 Novembre 2017 16:49

navitaGIOIA - Applicazione di un contratto diverso da quello previsto in sede di accordo con conseguente minore retribuzione e minori garanzie giuridiche, turni sfiancanti, organico inferiore rispetto alle necessità dettate dal porta a porta, questi sono solo alcuni dei problemi che potrebbero tra pochi giorni costringere i lavoratori Navita ad incrociare le braccia. L'azienda è operativa su Gioia da agosto mentre da meno di un mese ha avviato il servizio di porta a porta e già si porta dietro un mare di problemi da risolvere. Ieri mattina c'è stato un incontro tra i dipendenti e i rappresentanti sindacali, da cui è emersa la necessità di proclamare uno stato di agitazione che se non revocato, entro sette giorni porterà alla proclamazione delo sciopero con la conseguente necessità di assicurare solo i servizi essenziali. Un po' di speranze si nutrivano sul Consiglio comunale celebratosi ieri pomeriggio, ma i lavoratori Navita dopo aver a lungo atteso di assistere alla discussione, sono andati via sfiduciati a causa di un'Amministrazione che non sentono al loro fianco. L'unica cosa da fare sarebbe stato ammettere la volontà di chiedere alla Navita il rispetto dell'accordo sottoscritto lo scorso luglio, in cui si prevedeva l'applicazione del contratto UTILITALIA e non quello FISE, ma la posizione della maggioranza è apparsa molto moribida. A fronte di un'azienda che sin dalle prime battute ha mancato di rispettare gli accordi assunti, l'Amministrazione avrebbe dovuto avere un pugno di ferro ma in realtà questa è stata la posizione assunta dall'opposizione, non opportunamente supportata dagli antagonisti politici. Per la maggioranza il problema è risolvibile, per l'opposizione bisogna pretendere che lo sia in tempi rapidi pena la risoluzione del contratto. Il prossimo 1° dicembre è previsto un incontro tra le parti in causa ma in quella data la quasi certezza è che i lavoratori avranno proclamato già lo sciopero.





 

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